Laura Mazzeri Commonplace Book

La lumaca e io. Vite minime e strategie di estivazione.

La scorsa estate, più o meno in questi giorni, mi trovavo in un luogo bello e verde ma molto caldo. Il parco naturale, e anche il giardino della residenza in cui soggiornavo, sembravano immersi in un gran torpore.

Un temporale violento e molto intenso aveva infine rinfrescato l’aria ma nei giorni precedenti la vegetazione era rinsecchita per la prolungata siccità, i fiori molto chiusi in difesa, sassi e rocce roventi al tatto, a parte qualche angolazione rivolta a nord dove ancora si poteva scorgere una spruzzata di muschio verde in mezzo a larghe chiazze ingiallite.

Conservo, di quella giornata, una fotografia che avevo intitolato “vite minime”.

Rappresenta una lumaca piccola piccola, immobile su un masso. Stavo per schiacciarla sedendomici sopra ma proprio all’ultimo l’avevo scorta ed ero sobbalzata istintivamente per non ucciderla. La osservai a lungo e tornai a vederla più volte nel corso di quella giornata torrida. Non andava né avanti né indietro, sembrava insensibile, immota. Tornai a trovarla dopo il temporale, non c’era più. Era stata travolta dagli scrosci oppure si era finalmente idratata riuscendo così a ritrovare il suo sentiero?

Quella vita minima e bellissima mi è tornata in mente proprio oggi, in un momento di particolare sofferenza fisica a causa del caldo metropolitano.

Sono anch’io una vita minima. Mi espongo poco, respiro senza far rumore, mi muovo e cammino lentamente alle prime luci dell’alba, poi mi ritiro nell’ombra, mi idrato scientificamente per evitare i rischi connessi alla mia patologia cronica: disidratazione improvvisa e blocco renale (già accaduto). Anche la mente si ritira e risparmia energia. Leggo romanzi ma non riesco a concentrarmi nello studio, che siano spartiti musicali o saggi. Comunico quotidianamente con i pochissimi che comprendono empaticamente la mia situazione, con coloro che mi stanno vicino con affetto e mente libera da pregiudizi. Dal lago, dai monti, da altre città roventi. Un’amica mi invia cronache giornaliere dal Giappone. I figli mi scrivono da lontano perché ormai non vivono più a Milano. Il mio compagno parla poco ma comprende. Sono in attesa di ridestarmi con il fresco dell’autunno.

La lumaca e io siamo simili, creature minime in allarme, ma lei è confortata da una strategia millenaria: l’estivazione.

In presenza di calore e mancanza d’acqua - elemento del quale, come me, necessitano particolarmente -, alcuni tipi di lumache riducono il proprio stato vitale, entrano in una forma di quiescenza profonda, riducono al minimo il metabolismo. Secernono uno speciale muco (epifragma) dentro il quale si sigillano, con una piccola apertura per la sopravvivenza minima. Si mettono in luoghi ombreggiati oppure sotto una coltre di terreno appena smosso e attendono.

Alcuni studiosi analizzano le vite minime in attesa. Queste ricerche sul campo sono affascinanti e portano con sé molto costrutto.

Traduco un abstract per dare un’idea. L’incipit è meraviglioso: le minacce a cui sono soggette le lumache sono poco comprese. La conclusione, un monito: il mantenimento di suoli indisturbati.

Le minacce a cui sono esposte le lumache terrestri in estivazione a causa di temperature estremamente alte e disidratazione prolungata sono poco comprese. In questo studio abbiamo utilizzato la lumaca nativa della California meridionale Helminthoglypta tudiculata per indagare il ruolo della selezione del microhabitat nell’evitare temperature letali durante l’estivazione. Abbiamo anche esaminato la perdita d’acqua e il metabolismo durante l’estivazione per comprendere i limiti potenziali delle riserve idriche e di carbonio delle lumache in stato di sospensione. Sul campo, le ricerche sono state condotte sia sulla superficie del substrato (SS) sia in rifugi sotterranei (SR) come substrato morbido, tane di roditori o sotto le rocce. Tutte le lumache in estivazione, e la grande maggioranza dei gusci vuoti rinvenuti sul campo, si trovavano in SR. In laboratorio, la temperatura letale per le lumache attive in un’esposizione di 1 ora è risultata di 41,3 ± 0,24 °C. I picchi termici giornalieri misurati in un periodo di 46 giorni, da settembre a novembre 2014, hanno superato i 41,3 °C in tutti e 11 i siti SS esaminati, ma solo in due degli otto siti SR. I siti di estivazione sotterranei offrono quindi protezione sia dalle temperature letali sia dalla perdita d’acqua.
(...)

La perdita d’acqua è risultata proporzionalmente maggiore della perdita di carbonio (CO₂) nella dormienza a lungo termine, suggerendo che la disidratazione rappresenti una minaccia più grave della fame per le lumache in estivazione. Helminthoglypta tudiculata trascorre probabilmente oltre il 50% dell’anno in estivazione. Il mantenimento di suoli indisturbati con rifugi diversificati per le lumache terrestri in estivazione dovrebbe ricevere priorità adeguata negli sforzi di conservazione.

Vite minime. Vite delicate. Strategie di estivazione. Mantenimento di suoli indisturbati.

Proprio dalle vite minime dovrebbe nascere la misura per tutte le cose dell'umano vivere.

Sono in estivazione, aspetto l’autunno.

Laura Mazzeri

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